Ken il guerriero

1984 - 1987

Ken il guerriero: 5 elementi che rendono questa serie assolutamente indimenticabile

Ken il Guerriero: tra curiosità ed elementi memorabili, ecco cosa ha contribuito a rendere questa serie indimenticabile e rivoluzionaria.

Un'immagine del film Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto

Ken il Guerriero (Hokuto no ken) è rimasto nel cuore di molti di noi che aspettavano, giorno dopo giorno, di vedere l'anime trasmesso da qualche emittente locale. Pomeriggi di trepidazione per quello che si rivelò essere uno dei capolavori indiscussi dell'animazione giapponese, specchio dei gusti e della società a cavallo tra anni '80 e '90, dimora dei miti della nostra infanzia. Il manga, da cui la serie animata è tratta, ha esordito in Giappone nel 1983 sulla rivista Weekly Shonene Jump con i disegni di Tetsuo Hara e i testi di Buronson, da qui le due serie animate prodotte negli anni ottanta che ricordiamo con tanta nostalgia, ma non temete, il mito di Kenshiro attraversa i decenni senza nemmeno una ruga e lo ritroviamo il 25 e 26 settembre al cinema con Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto per festeggiare i 35 anni dell'anime.

"Siamo alla fine del XX secolo. Il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche, sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi e le pianure avevano l'aspetto di desolati deserti, tuttavia la razza umana era sopravvissuta." Era questo l'incipit che apriva ogni puntata e ci catapultava nel mondo di violenza e distruzione che era quello del successore della divina scuola di Hokuto e dei suoi due piccoli accompagnatori Bart e Lynn, in viaggio per lande desolate in cerca di una vita migliore ma anche di vendetta. Nel cuore di Ken c'è sempre Julia, la donna amata, portatagli via da quello che un tempo era il suo migliore amico, la cercherà sempre non smettendo di amarla neppure dopo che la giovane si è spenta tra le sue braccia. A condire il tutto tanta violenza e combattimenti spettacolari che si svolgevano a suon di calci e pugni ben assestati e dai nomi lunghissimi sferrati per colpire i "punti di pressione" dell'avversario. Ma quali sono gli elementi che hanno legato noi a vita a Ken il Guerriero?

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1. La sigla

Ken

Ogni volta che pensiamo alla serie animata di Ken il guerriero nella mente partono inevitabilmente le parole "Mai, mai scorderai...". Siamo sicuri che anche in questo momento, ovunque voi siate la stiate cantando, vi è rimasta impressa nella mente in modo indelebile e, credeteci, non se ne andrà tanto facilmente. Il brano del 1986 è cantato da Spettra, pseudonimo di Claudio Maioli, che è autore anche della musica, su testo di Lucio Macchiarella; all'epoca non venne mai realizzato un 45 giri della sigla che, per poter essere ascoltata su un supporto audio ha dovuto aspettare ben 23 anni. Infatti nel 2010 Coniglio editore ha realizzato un 45 giri con il brano riarrangiato e ricantato proprio da Maioli. Il disco presenta anche una piccola chicca per tutti gli appassionati e i collezionisti: un provino del brano originale eseguito in un "finto inglese". Tra le sigle italiane dei cartoni della nostra infanzia questa rimarrà tra le più importanti ed iconiche, il suo testo cupo e sofferto ci riporterà sempre nel violento mondo post apocalittico di Kenshiro. Una menzione speciale va alla sigla giapponese della seconda stagione dell'anime, Tough Boy dei Tom Cat, rimasta anche nella messa in onda italiana, che tutti i ragazzini di allora con un anima rock ricorderanno sicuramente con nostalgia.

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2. Emozioni umane in mostra

Un'immagine del film Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto

La forza di questo anime, nonché uno dei suoi elementi migliori è sicuramente quello del riuscire a mostrare una vasta gamma di emozioni umane. Se ben ci pensiamo quasi ogni personaggio viene mostrato in preda alle proprio emozioni, negative o positive, così come molti dei nostri beniamini incarnano una particolare virtù. In quel mondo devastato e sconvolto dalla guerra ogni essere umano sopravvissuto viene messo alla prova, la sopravvivenza diviene necessità quotidiana in un vortice di miseria e in Ken il guerriero tutto questo è mostrato magistralmente con sensibilità, intelligenza e attenzione ai particolari. Capiamo la disperazione, la voglia di sopravvivere in una terra senza legge proprio perché tutto questo ci viene mostrato con crudezza e senza troppi sconti, se non per il sangue luminoso che usciva dai corpi in esplosione. Certamente una visione non adatta ai più piccini ma che per chi era un po' più grande costituiva una novità nel mondo dei cartoni animati di quell'epoca.

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3. Personaggi indimenticabili

Shu

Da una storia cruda come questa ne sono usciti alcuni dei personaggi più iconici dell'universo anime e manga giapponese: pensiamo a Rei, guidato dalla della della giustizia e morto per la donna che amava, a Toki, fratello adottivo di Ken, estremamente forte e pacato, minato gravemente dalla malattia causata dalle radiazioni dopo essersi sacrificato per proteggere Julia e Ken. Non possiamo non menzionare il dittatore Raoul, anche lui fratello adottivo di Ken, in continua lotta per affermare il suo potere, un uomo spietato reso tale dalla crudeltà del tempo che sta vivendo, ma anche a Juza delle nuvole, Fudo della montagna e a tanti altri personaggi che per citarli tutti necessiterebbero di un articolo a parte. Solo uno di loro però ci lascerà per sempre il trauma della sua morte: stiamo parlando di Shu, chiamato anche il generale cieco. Da ragazzo sacrifica la sua vista in cambio della vita di un giovanissimo Kenshiro e una volta rincontrato quest'ultimo, mosso dalla stella della benevolenza, darà la sua vita per salvare i tanti bambini schiavizzati per costruire la piramide del tiranno Sauzer, portando lui stesso l'ultima imponente pietra che diverrà per lui pietra tombale schiacciandolo una volta giunto al vertice. Una scena incredibilmente toccante impressa per sempre nei nostri ricordi come uno dei momenti più intensi e struggenti dell'intera opera.

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4. Le citazioni cinematografiche

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Nel dare forma a quesa storia, Tetsuo Hara si è divertito non poco a riempirla di richiami e citazioni al cinema degli anni '80. Molti dei personaggi da lui caratterizzati hanno fattezze decisamente riconducibili agli attori più gettonati del momento: impossibile non accorgersi della somiglianza tra Raoul e Arnold Schwarzenegger, così come quella di Ken ad un ipotetico Rambo di un giovane Sylvester Stallone. Ma non sono solo i personaggi principali a richiamare alla mente attori in carne ed ossa: avete mai notato l'impressionante somiglianza dei Reietti della terra degli Shura con i Jawa del pianeta Tatooine che compaiono in Star Wars, oppure quella dei Golan (fanatici fondatori della Terra di Dio) con gli ufficiali di polizia apparsi in Blade Runner di Ridley Scott? Anche i luoghi non fanno eccezione e durante la visione dell'anime o la lettura del manga è possibile imbattersi in più di un'immagine familiare. Che nel dipingere un futuro post apocalittico i due autori si siano ispirati a Mad Max non è un segreto, ma anche gli scenari di pellicole altrettanto famose sono stati citati e rappresentati su carta così come in animazione. Nei ruderi dei palazzi del periodo prima della guerra possiamo riconoscere l'architettura degli edifici di Blade Runner, che si afferma, a quanto pare, come una delle pellicole preferite da Hara, tanto da rappresentare il palazzo di Shin esattamente come la sede della Tyrell Corporation. Anche la capitale imperiale che appare all'inizio della seconda serie non vi ricorda, nemmeno troppo vagamente, l'astronave di Incontri Ravvicinati del terzo tipo?

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5. Le nostre sensazioni

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A rendere veramente indimenticabile Ken il guerriero sono, però, le innumerevoli sensazioni provate durante la visione. Eravamo piccoli e siamo stati letteralmente travolti, prima dalla complessità degli argomenti trattati, poi dall'incredibile trama. Non avevamo mai visto nulla del genere ed ogni situazione, ogni combattimento ci è rimasto impresso nella mente. La dedizione che Kenshiro prova verso Julia è quasi più forte per quella verso la sua scuola, non smetterà mai di cercarla e il ricordo di lei non lo abbandonerà mai spingendolo e accompagnandolo nel suo perenne viaggio. Il sacrificio come mezzo ultimo ed estremo per proteggere le persone care e i valori in cui si crede, così come la ceca e brutale violenza di cui l'essere umano è capace sono rappresentati così bene che riescono a scuotere le coscienze. È vero, è solo un prodotto di intrattenimento come tanti altri ma, per noi che lo abbiamo "vissuto" e amato, rimarrà per sempre uno dei nostri manga e anime preferiti, Kenshiro ci ha conquistati e in meno di 3 secondi. Uahtatatatata!

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